La BEI – Banca Europea degli Investimenti ha deciso di rinviare al prossimo consiglio di amministrazione, in programma il 14 novembre 2019, la decisione definitiva sullo stop ai finanziamenti nel settore dei fossili. 

Restano ancora numerose questioni da risolvere, infatti, se si considera che, negli ultimi cinque anni, a livello globale, la BEI ha erogato oltre 49 miliardi di euro per investimenti nel settore energetico, incluse le fonti fossili. 

A oggi la mappa dei finanziamenti della BEI vede ancora centrali gasdotti, rigassificatori, progetti legati al metano e alle infrastrutture portuali strategiche nel settore dei combustibili. Recentemente però è stato annunciato un cambio di rotta: entro il 2020, infatti, la BEI si è impegnata a interrompere le erogazioni a favore dei progetti collegati ai combustibili fossili. Una decisione importante, in linea con l’agenda di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, che ha deciso di puntare senza indugio sulla promozione di politiche volte a incentivare la produzione di energie verdi. 

Tra le motivazioni del rinvio, è presumibile ci sia ancora una volta il ruolo del gas naturale, una risorsa su cui molti paesi dell’Unione Europea puntano ancora in maniera strategica. Fin qui il gas naturale, infatti, è stato notevolmente sostenuto anche dalla BEI ed è ancora decisivo, nella delicata fase di transizione verso un modello energetico più “green”, come quella attuale. 

La decisione della BEI è un punto molto importante nei processi di passaggio verso la transizione energetica auspicata e promossa anche dalla presidente von der Leyen. Rappresenta, infatti, la ferma volontà di sostenere progetti volti alla promozione di tecnologie meno inquinanti e più verdi e di consolidare un nuovo modello di sviluppo. Non resta che attendere la conferma definitiva di questo impegno, per aprire una nuova importante pagina in tema di strategie comunitarie per il settore dell’energia”. 

Antonio Carmine Vitale
(
Amministratore unico Enega srl)


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