Undici paesi, guidati dalla Germania del cancelliere Scholz, puntano ad accelerare la riuscita dei negoziati sul pacchetto Fit-for-55 per la neutralità climatica dell’Ue e a tagliare al più presto i legami energetici con la Russia, alla luce del conflitto in corso con l’Ucraina. 

“Diventare indipendenti da Mosca”

In una lettera aperta, firmata da  Germania, Austria, Danimarca, Spagna, Finlandia, Irlanda, Olanda, Lussemburgo, Lettonia, Svezia e Slovenia, viene evidenziata la necessità di “mantenere la stessa unità e determinazione” mostrata con le sanzioni contro Mosca “anche per per diventare quanto prima indipendenti dai combustibili fossili russi, accelerando la transizione verso la neutralità climatica nell’Ue al più tardi entro il 2050”. 

RePower Eu: uno strumento fondamentale per la transizione 

I paesi firmatari dell’appello promuovono il programma RePowerEu che la Commissione europea ha presentato nelle scorse settimane. Obiettivo dell’intervento quello di promuovere l’indipendenza dalle importazioni di energia russe. Un problema più che mai stringente, con il conflitto pienamente in corso e una soluzione diplomatica che appare ancora lontana.  

Con Fit55 verso la piena indipendenza energetica

I paesi individuano il pacchetto Fit For 55, destinato all’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, come uno degli strumenti chiave per raggiungere il target. Basti pensare che, in base ai dati diffusi dalla Commissione europea, una volta che la legislazione sarà pienamente attuata, le misure contenute al suo interno permetteranno all’Unione di ridurre il consumo totale di gas del 30% entro il 2030. In questo modo, l’Ue compirebbe un grande passo avanti sulla strada della piena indipendenza energetica dai combustibili fossili russi. Per questo, spiegano gli 11 “ i negoziati per l’adozione della proposta di legge dovrebbero essere accelerati e le ambizioni rafforzate”.

“Ogni iniziativa politica, economica e istituzionale finalizzata ad incentivare l’indipendenza europea dal gas russo deve essere pienamente promossa e supportata. Stiamo assistendo purtroppo agli effetti negativi prodotti da una situazione in cui i paesi europei dipendono eccessivamente da un unico fornitore in materia di energia. Bisogna intraprendere tutte le azioni necessarie a mitigare le criticità in atto e supportare le imprese e i consumatori alle prese con una situazione molto complessa”.

Antonio Carmine Vitale
(Amministratore unico Enega srl)