01 Mar Legge di stabilità 2016: le novità per il settore dell’energia

Dalla proroga agli incentivi alle biomasse e all’ecobonus, alla trasformazione della Cassa conguaglio settore elettrico in ente pubblico economico, fino allo stop alle trivelle in mare entro le 12 miglia. Tante le misure inserite in legge di Stabilità. Ecco le principali.

 

ECOBONUS ANCHE IN 2016

Prorogato l’ecobonus sia per le ristrutturazioni edilizie che per gli interventi di riqualificazione energetica. Confermate le misure delle detrazioni fiscali: 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, inclusi quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali; 50% per le ristrutturazioni e per il connesso acquisto di mobili. Le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica sono usufruibili anche dagli Iacp per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

 

I CONDOMINI POSSONO CEDERE L’ECOBONUS

Per gli interventi di riqualificazione energetica degli spazi condominiali fatti dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, al posto dell’ecobonus si potrà optare per la cessione del credito ‘ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, con modalità da determinare con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate da emanare entro 60 giorni’.

 

PROROGA INCENTIVI A BIOMASSE FINO A 2020

Arriva la proroga degli incentivi per la produzione di energia da biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili. La misura prevede che ai produttori di energia rinnovabile a biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili che non vedranno più riconoscersi l’incentivo nel 2016 è attribuito un sostegno fino al 31 dicembre 2020. Si tratta, in sostanza, di una proroga del regime incentivante previsto dal decreto interministeriale del luglio 2012 nella misura, però, dell’80%. L’incentivo è erogato dal Gse dal giorno successivo alla data di cessazione del precedente regime.

 

CASSA CONGUAGLIO ELETTRICO DIVENTA ENTE ECONOMICO

Trasformata in ente pubblico economico la Cassa conguaglio per il settore elettrico, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro. La nuova denominazione è Cassa per i servizi energetici e ambientali. I principali effetti della trasformazione saranno l’attribuzione al nuovo soggetto giuridico di un patrimonio proprio e il riconoscimento dei ricavi derivanti dai servizi resi alle imprese.

Al nuovo ente è attribuita di autonomia organizzativa, tecnica e gestionale, con dipendenti legati da rapporto di lavoro di diritto privato e dalla contrattazione collettiva di settore. La vigilanza è affidata al Mef e dell’Autorità per l’energia elettrica e riguarderà l’attività e gli organi del nuovo ente, i quali (presidente, comitato di gestione e collegio dei revisori) continueranno ad essere nominati in base a quanto già previsto per gli omologhi organi della Cassa previgente.

 

PROROGA INTERCONNECTOR A 2021

Per ‘completare la realizzazione delle infrastrutture di interconnessione con l’estero nella forma di interconnector’ è estesa fino al 31 dicembre 2021 (rispetto alla scadenza fissata per quest’anno) la possibilità di finanziare tale infrastrutture. L’estensione è riferita ai soggetti aggiudicatari ovvero cessionari della potenza assegnata che abbiano assunto l’impegno con Terna di finanziamento delle opere, a prescindere dalla originaria frontiera di assegnazione e limitatamente alla quota di capacità non ancora in esercizio. Con interconnector, disciplina introdotta in Italia dalla legge 99/09 su cui interviene la legge di Stabilità, si intende un potenziamento delle linee di interconnessione con l’estero introducendo, a favore dei grandi consumatori energivori, uno sgravio sui costi di approvvigionamento dell’energia elettrica a fronte di un impegno di finanziamento.

I soggetti finanziatori, a prescindere dall’entrata in esercizio della linea, possono acquisire energia ‘virtuale’, cioè come se l’interconnessione fosse già funzionante, acquistando la possibilità di usare direttamente l’energia fisica sottesa alle bande interconnector di cui si è assegnatari. Istituito, poi, presso Terna un Fondo di garanzia, nel quale confluiscono le somme, determinate in misura pari a 1 euro/MWh per anno, che i soggetti aggiudicatari sono tenuti a versare fino all’entrata in servizio di ciascun interconnector, in aggiunta ai corrispettivi, determinati dall’Autorità per l’energia elettrica, che gli stessi riconoscono a Terna per l’esecuzione dei contratti di approvvigionamento. Il fondo interviene esclusivamente a garanzia degli impegni assunti per il finanziamento di ciascun interconnector.

Le somme versate nel fondo di garanzia non possono essere distratte dalla destinazione prevista, né essere soggette ad azioni ordinarie, cautelari o conservative da parte dei creditori degli aggiudicatari, ovvero di Terna.