25 Ott Mercato dell’energia elettrica: differenze tra Italia e Europa

I servizi e i prodotti di cui siamo fruitori devono le loro caratteristiche e prezzo alle imprese che li producono, ma anche alle caratteristiche del mercato di cui queste imprese fanno parte.

I servizi di energia elettrica che utilizziamo, sia come cittadini sia come imprenditori, dipendono anch’essi dalle aziende che li erogano e in maniera molto importante dalla struttura del mercato specifico di cui queste aziende fanno parte.

Per questo motivo, sono importanti studi come quello presentato il 25 ottobre 2017 al Politecnico di Milano: l’Electricity Market Report, la cui realizzazione è curata dall’Energy and Strategy Group di questo importante polo universitario.

Il report ha il merito di delineare i trend di cambiamento in atto nella filiera dell’energia elettrica in Italia, comparati con quanto accade negli altri mercati europei, mettendo in evidenza punti di forza e debolezza del nostro mercato elettrico e evidenziando risultati diversi per le fasi di generazione, trasmissione, distribuzione e vendita.

Nel 2016 il fabbisogno di energia elettrica in italia è stato di 310 TWh, mentre la copertura coni quanto prodotto nel nostro paese è arrivata a 275 TWh. Ci sono poi oltre 12.600 operatori  nella fase di generazione elettrica ma tra questi in primi 6 hanno il 50% della capacità installata. 11 operatori si occupano  della trasmissione e 137 si occupano della distribuzione (i primi tre distribuiscono circa il 90% dell’elettricità totale). Infine ci sono 625 operatori che si occupano della vendita di energia elettrica. Il mercato finale è fatto di 36,5 milioni di punti di prelievo in tutta Italia.

 Rispetto ai grandi trend in corso, che riguardano l’area tecnologica (per esempio il consumatore che diventa anche produttore) e quella normativa (per esempio la liberalizzazione), il mercato italiano può essere considerato complessivamente conservatore, soprattutto comparato con quanto accade in altri paesi d’Europa.

In altre parole, il report evidenzia che i trend di trasformazione del settore hanno una minore velocità in Italia, per il momento.

Per esempio, in Germania il mercato è stato completamente liberalizzato a partire dal 1998, con importanti conseguenze sulla struttura delle filiere dell’energia elettrica. In Inghilterra questo processo si è avviato addirittura tra il 1989 e il 1990, anche qui con importanti conseguenze in termini di efficacia e di efficienza, a favore dei consumatori finali.

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