Due settimane di lavori, discussioni, polemiche e speranze in parte disattese. Ma cosa si è deciso, quindi, al termine della Cop26, conclusasi lo scorso 12 novembre a Glasgow?

Il documento finale ha messo nero su bianco l’obiettivo dei paesi partecipanti di mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi dai livelli pre-industriali. Un avanzamento rispetto all’Accordo di Parigi del 2015 che prevedeva invece come limite i 2 gradi, e 1 grado e mezzo come livello ottimale da perseguire. Dopo i lavori della Cop26, l’obiettivo principale si attesta a 1,5 gradi, mentre quello secondario è 2 gradi.

Impegno anche sulla decarbonizzazione: gli stati firmatari dovranno realizzare un taglio del 45% delle emissioni di anidride carbonica al 2030 rispetto al 2010, e zero emissioni nette intorno alla metà del secolo. Il documento finale contiene anche un invito ai paesi a procedere a un taglio drastico anche degli altri gas serra (metano e protossido di azoto), impegnandosi a presentare nuovi e più ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione entro la fine del 2022.

Nuovo impulso inoltre alle politiche a favore delle rinnovabili, promuovendo al contempo il ruolo proattivo di donne, giovani e comunità indigene nelle azioni di contrasto al cambiamento climatico. 

Un altro importante traguardo raggiunto è quello di aver finalmente individuato le linee guida per tre previsioni contenute nell’Accordo di Parigi, finora rimaste lettera morta: 

  • il mercato globale delle emissioni di carbonio (articolo 6);
  •  il reporting format con le norme con cui gli stati comunicano i loro risultati nella decarbonizzazione (trasparenza);
  • infine le norme per l’attuazione dell’Accordo di Parigi (Paris Rulebook).

Non va infine trascurata l’importanza del canale di dialogo avviato tra Cina e Stati Uniti sul fronte della lotta al cambiamento climatico. Washington e Pechino hanno infatti accettato di collaborare su temi come le rinnovabili, la tutela dell’ambiente, le alterazioni climatiche. 

“Obiettivi più ambiziosi, impegni più stringenti e nuove collaborazioni su scala globale. La Cop26 ha ribadito nuovamente l’assoluta urgenza di impegnarsi con determinazione nella lotta al cambiamento climatico. E’ una battaglia sociale, economica e di giustizia nella quale tutti devono fare la propria parte”.

Antonio Carmine Vitale
(Amministratore unico Enega srl)