L’energia nucleare come nuova fonte “pulita” a sostegno della transizione energetica. E’ l’idea promossa dalla commissione Ue attraverso un documento ufficiale che, nelle prossime settimane, sarà analizzato da stakeholder, esperti e istituzioni.

In tempi relativamente brevi, quindi, verrà stabilito se sarà possibile inserire l’atomo tra le energie indispensabili a realizzare la neutralità climatica al centro dell’agenda politica europea.

L’esecutivo Ue guidato da Ursula von der Leyen spiega in una nota che “ritiene che il gas naturale e il nucleare possano svolgere un ruolo nel facilitare la transizione verso un futuro prevalentemente basato sulle energie rinnovabili”, aggiungendo inoltre che queste due fonti potranno essere incentivate solo in presenza di precise condizioni: “ad esempio, il gas deve provenire da fonti rinnovabili o avere basse emissioni entro il 2035”.

Nonostante Bruxelles abbia evidenziato in un documento ufficiale la volontà di integrare anche l’energia nucleare tra le fonti che concorrono alla sostenibilità climatica ed energetica, ancora manca l’ok definitivo. Dopo il 12 gennaio, data entro la quale gli esperti dovranno esprimere pareri e osservazioni, la commissione è chiamata ad adottare il testo definitivo, entro fine mese. Successivamente il Parlamento europeo e il Consiglio avranno quattro mesi per esaminare il documento e, qualora lo ritengano necessario, per opporvisi. 

Intanto, però, i singoli Stati membri appaiono divisi sul tema: la Francia è tra i paesi che hanno deciso di puntare con forza sull’atomo, mentre la Germania ha recentemente annunciato di aver spento tre dei suoi sei reattori.

“La transizione energetica è un passaggio delicato e complesso e vanno considerati tutti gli elementi strategici necessari a rendere il processo equo e sostenibile”.

Antonio Carmine Vitale
(Amministratore unico Enega srl)