Qual è la situazione in Europa in termini di produzione e consumo di energia? Possiamo dire che complessivamente l’Unione Europea dipende in maniera crescente dalle importazioni da paesi terzi, manifestando quindi un divario fra produzione e consumo. Ancora nel 2014, il 53,5% dei consumi interni lordi della UE-28 era assicurata dalle importazioni.

Produzione

Per quanto riguarda la produzione di energia primaria nella UE-28, si può far riferimento a questi dati per il peso delle diverse fonti. L’energia nucleare è la fonte più importante con il 29,4% del totale. In Francia poi questa fonte di energia nel 2014 ha rappresentato l’82,8% della produzione nazionale di energia primaria.

Le fonti di energia rinnovabili si attestavano intorno al 25,5% della produzione totale di energia primaria, i combustibili fossili al 19,4%, gas naturale 15,2%, petrolio greggio 9,1%.

Ragionando in termini di crescita dal 2004 al 2014, le rinnovabili sono cresciute del 73,1%. La produzione di tutte le altre fonti è diminuita. Il calo più consistente registrato è stato quello del petrolio greggio (-52,0%), a differenza di quello della produzione di energia nucleare (-13,1%).

Importazione

La complessiva flessione nella produzione delle fonti di energia tradizionali ha comportato un aumento delle importazioni dell’Unione Europea per soddisfare la domanda. La Russia ha mantenuto il ruolo di fornitore principale di petrolio greggio, gas naturale e combustibili solidi, nonostante le variazioni avvenute in questi anni fino al 2014.

Considerando invece quanto avvenuto in Europa nel 2015, i dati Eurostat confermano la tendenza in atto che vede diminuire i consumi e aumentare le importazioni di energia di origine fossile. La prima tendenza ha chiaramente un importante impatto ambientale mentre nel secondo caso vanno considerate le implicazioni geopolitiche.

Gli scenari però sono in una fase molto fluida vista anche la recente presa di posizione di Trump ostile verso le fonti di energia rinnovabili. Tutto ciò avrà probabilmente ripercussioni anche nelle scelte dei membri della UE, probabilmente indirizzandoli verso una posizione più chiara sulle politiche legate alla produzione e consumo di energia.

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